LO SCULTORE

Tra il 1953 e 1954 inizia la sua attività di scultore, ambito in cui prima di allora non risulta essersi mai cimentato, almeno pubblicamente. Neonato si avvicina alla tecnica scultorea in maniera spontanea e la padroneggia da gran maestro evidentemente per una dote innata.
Quelle di Neonato sono commissioni importanti, legate alla memoria della Resistenza ma non solo. Monumenti per partigiani, alcuni dei quali aveva conosciuto personalmente come Raimondo Severino (1923-1943) o Aldo Gastaldi detto Bisagno (1921-1945), si alternano a rappresentazioni religiose, per portali, altari e arredi sacri che abbelliscono le chiese liguri, come quella di Zoagli, dove i Neonato affrescano anche le volte e le pareti, oppure il prezioso altare della chiesa di San Martino a Portofino.
I risultati nella tridimensione sono sorprendenti e in molti hanno notato come sia per mezzo della scultura che l’artista riesca a liberarsi dai trascorsi del passato, delle tragedie della Guerra e ad esprimersi al meglio, con una capacità compositiva e tecnica di alto livello. Quella espressività che cercava di trasmettere attraverso le pennellate dense di colore e dai toni sanguigni viene trasportata nelle pieghe del bronzo, che appare quasi morbido, come cera, e dove sempre è riconoscibile il segno degli strumenti utilizzati e quindi la sua capacità grafica, più volte elogiata dalla critica anche nel disegno.

Il Monumento al Lavoro femminile nel Parco del Tigullio a Lavagna
Il popolo della Resistenza, 1980, bronzo 41x25x17

Tutto ciò è percepibile visitando la gipsoteca creata a Borzonasca, dove sono magistralmente esposti i gessi preparatori per alcune delle opere più importanti dell’artista.

Tra i temi affrontati anche quello dell’emancipazione femminile attraverso il lavoro, un argomento evidentemente caro all’artista e che rappresenta nel monumento alla donna collocato presso i giardini di Lavagna, anche denominati Parco del Tigullio.

Si fa fatica a comprendere l’incredibile corpus di opere, tra cui a livello simbolico e metaforico possiamo considerare il monumento alle vittime di Mauthausen come uno dei più rappresentativi in cui i corpi scheletrici dei deportati, sovrastati dalla svastica, racchiudono anche la sofferenza vissuta dall’artista in prima persona durante la Guerra.

Osservando questo progetto si comprende come l’atto scultoreo di Neonato rappresenti una sorta di catarsi, di tentativo di liberarsi attraverso la materia da sofferenze profonde e ferite difficili da rimarginare. Protagonisti dell’apparato scultoreo sono sempre soldati, donne, scheletri e afflitti, anche se non mancano temi più leggeri come la curiosa polena, intitolata Verso il Futuro oggi ospitata nel Comune di Borzonasca, il cui volto femminile altro non è che un ritratto della moglie Anna Maria.  

Sculture

1953 Via Crucis, rilievi in mattoni e cemento modellato, sei altorilievi con vita di Gesù, Chiesa parrocchiale di San Marziano, Carasco
1957 Statua in marmo di S. Girolamo Emiliani presso l’Istituto Emiliani dei Padri Somaschi a Rapallo
1965 Stele in ricordo dei caduti della Benedicta e dei deportati nei lager, parco del plesso scolastico di via Urbano Rattazzi, intitolato ai Martiri della Benedicta, Novi Ligure
1966 Omaggio alla Coduri e ai caduti per la libertà, altorilievi in bronzo, atrio del Palazzo Comunale di Sestri Levante
1966 Monumento stele ai Caduti della Pinan Cichero e alle popolazioni della val Borbera in località Pertuso di Cantalupo Ligure
1967 Monumento ai martiri della Benedicta, Bosio,Capanne di Marcarolo
1967 Monumento a Ignazio Viàn, bronzo, Scuola Sec. 1° grado Ignazio Viàn, via Stampini Torino
1968 Monumento al comandante partigiano Aldo Gastaldi, detto Bisagno, a Rovegno
1968 Targa in bronzo con ritratto, in memoria del prof. Giusti, Liceo Convitto Colombo Genova

Monumento a Bisagno a Rovegno

Gessi dei monumenti presenti nella Galleria di Borzonasca, nei sotterranei del Municipio.


1968 Targa in bronzo con ritratto, in memoria del prof. Giusti, Liceo Convitto Colombo Genova
1969 Monumento ai Caduti nella Guerra di Liberazione 1943-1945, Novi Ligure
1970 Monumento ai civili genovesi deportati nei lager nazisti, Cimitero di Staglieno, Genova
1970 Monumento con rilievo Fucilazione del partigiano “Severino” a Borzonasca
1970 Lapide in memoria al partigiano “Severino” a Borzonasca a cura del circolo culturale Bisagno
1974 Monumento ai Caduti di tutte le Guerre, Cassano Spinola (Alessandria).
1975 Medaglie in argento raffiguranti Bisagno e Buranello per il Circolo Partigiano Bisagno
1976 Stele in memoria di Giannino Zibecchi e Claudio Varalli, bronzo, piazza S.Stefano , Milano
(restauro del 2021)
1977 Stele ai Caduti per la Resistenza,Giardini dei partigiani, Rapallo
1978 Monumento a Fyodor Poletajev , Cantalupo Ligure
1982 Altare Maggiore, Ambone, Crocifisso, bronzo,Chiesa Parrocchiale di S. Ambrogio di Zoagli, successivamente portali
1982-1994 Tre portali della facciata in bronzo, Sant’Ambrogio di Zoagli
1982 “Quadretto miracoloso N.S. di Montallegro, rilievo in cemento modellato, Campanile della Basilica Arcipresbiteriale dei SS. Gervasio e Protasio, Rapallo
1982 Altare Maggiore con scene di vita San Martino, bronzo, Parrocchiale di S. Martino, Portofino
1983 Monumento alla liberazione della donna attraverso il lavoro, Parco Tigullio, Lavagna
1985 Monumento ai partigiani e alle popolazioni delle valli Aveto, Graveglia, Sturla, bronzo, Rezzoaglio, Passo della Forcella
1987 Porta bronzea per la chiesa di S. Andrea di Foggia (Rapallo)
1988 Monumento a ricordo di Mons. Daneri Arciprete di Rapallo e Le tre virtù teologali, bronzo Casa della Gioventù e delle opere sociali Rapallo
1989 Bassorilievo/Altorilievo ad Antonio e Albino Battilana, Fondatori della casa
1991 Monumento a S. Antonio Maria Gianelli, Santuario Cerreta di Carro
1997 Porta bronzea di San Pietro, Chiesa Parrocchiale di San Pietro, Cassano Spinola (Al)
Lunetta e monumento piccolo a San Rocco, Oratorio di Cassano Spinola
Bassorilievo per la tomba di Luisa Terzi Bianchi, San Colombano della Costa, S. Salvatore Cogorno