IL DOPOGUERRA
Le mostre sono sempre legate alle conventicole e limitate dai gusti personali, discutibilissimi sempre e non offrono mai una rassegna completa e autentica di un’attività artistica. Dal 1950 ad oggi sono passati circa 35 anni e io non ho mai visto una mostra della Commenda, dove non sono state accolte le mie opere, non sono mai stato invitato. Per contro le mie opere stanno su molte piazze d’Italia, nelle chiese della Liguria e in alcuni musei: tutta la gente le può vedere e giudicare”
Dopo le tragedie della Guerra, si stabilisce a Genova e vi rimane fino al 1950 ed insegna per sei anni al Liceo Artistico Nicolò Barabino, per interesse del prof. Orlando Grosso (1882-1968). Apre uno studio prima in Oregina e poi in piazza Palermo. Negli anni Cinquanta vive a Rapallo per trasferirsi poi a Milano, attratto da alcune importanti committenze e dal fervido ambiente meneghino, apre uno studio in via Solferino n.18.
Viene presentato all’ambiente milanese in un’importante mostra, introdotto da Anselmo Bucci (1887-1955) e rimarrà in Lombardia fino al 1971 per poi spostarsi a Viareggio nel 1972 e infine nel 1973 rientrare a Rapallo, dove rimane fino al 1988 quando si trasferisce definitivamente a Genova acquistando un appartamento studio-museo nello storico palazzo di Piazza delle Vigne n. 3
Nel 1946, sulle pagine del bollettino mensile “Liguria” edito dalla omonima casa editrice, Giovanni Descalzo, parla forse per la prima volta in maniera esaustiva della figura di Neonato, elogiandone la modestia sia come uomo che come artista. Il critico gli attribuisce una ritrosia nel mostrare le opere che avrebbero meritato un’esposizione che vedrà la luce nel 1950 con la sua prima personale alla Galleria Rotta di Genova dove erano esposte 58 tele e un gruppetto di magistrali disegni.
Grazie ad un articolo scritto da Giuseppe V. Grazzini per “Il cittadino” possiamo compiere una sorta di visita virtuale alla mostra, di cui conosciamo l’elenco dei 53 dipinti che furono esposti:
1 Ritratto di ragazza
2 Ritratto di giovane
3 Il partigiano Pietro
4 Janin
5 Pioggia a Borzonasca
6 Natura morta (Pesce)
7 Natura morta (pesci)
8 Ritratto di signora
9 Pesci
10 Modella in poltrona
11 Fiori di campo
12 Nudo coricato
13 Modella nello studio
14 Composizione
15 Pesce con limone
16 Cappone
17 Pesce
18 Modella seduta
19 Frutta
20 Ritratto di ragazza
21 Ritratto di giovane
22 Pesci
23 Modella seduta
24 Nudo
25 Modella
26 Autoritratto
27 Polipo
28 Natura morta
29 Figura nello studio
30 Allievi in riposo
31 Ritratto
32 Disordine
33 Autoritratto nello studio
34 Ritirata in Val Trebbia (dicembre 1944)
35 Carretta
36 Darsena
37 Cappone
38 Pesci
39 Allieva
40 Allieva Pesci Pesce
41 Paesaggio estivo toscano
42 Ritratto
43 Cappone
44 Vitellone squartato
45 Modella coricata
46 Soleggiato
47 Razza e pesci
48 Nudo seduto
49 Mattino a Sestri
50 Nudo
51 Liguria interna
Entrando nella galleria il primo dipinto che si incontrava era l’autoritratto definito dalla critica sintesi completa ed esatta di come il pittore intende la sua arte. Seguivano poi i dipinti dai toni sanguinolenti, in cui affronta il tema del vitello squartato. Successivamente si trovavano i paesaggi marini, in particolare quello di Sestri Levante e infine i dipinti della Resistenza, in cui svettava per dimensioni ed espressione la Ritirata in Val Trebbia.
Di questa mostra l’artista apprezzava la grande tela Disordine che però non piacque alla critica che la definisce “retorica”. I visitatori e i critici ammirarono piuttosto l’espressività del suo autoritratto in studio.
Dal 6 al 15 febbraio 1952 alla Galleria Gussoni di Milano si svolse l’importante mostra che fu trampolino di lancio per Neonato nel mondo meneghino; tuttavia l’artista, forse per i suoi trascorsi politici e il suo effervescente carattere, non riuscì ad affermarsi nel panorama artistico milanese.
Le premesse erano buone, oltre alle recensioni apparse sulla stampa rimangono un dépliant e un piccolo saggio intitolato “Nicola Neonato- ovvero del disegno” che doveva essere il tema su cui si fondava l’esposizione.
Erano infatti i lavori cartacei, gli schizzi e i ritratti a lapis, sanguigna e carboncino che più di altri avevano colpito il Bucci che -non casualmente- sceglie di riflettere sul segno forte e grafico dell’artista esprimendo una critica lusinghiera verso la capacità di Neonato nel disegno. Fortunatamente anche per questa importante esposizione, che ha segnato la carriera di Neonato, sappiamo quali opere furono presentate al pubblico:
1 Disordine-1948
2 Autoritratto nello studio
3 Ritratto della signora Wally V.
4 Val Trebbia 1944 (bozzetto per affresco)
5 Nel Torrente Sturla
6 Fulvia
7 Nudo di sera con pesce
8 Ginnasta in riposo
9 Martha
10 Nello studio
11 Ritratto
12 Pesci
13 Nel porto di Sestri
14 Pesci
15 Autoritratto
16 Ritratto
17 Vitello squartato
18 Nel porto di Sestri
19 Paranza
20 Sestri Levante
21 Toscano
22 Marina
23 Autoritratto
24 Macelleria (trittico)
25 Paesaggi toscani (trittico)
Rispetto alla mostra genovese del ’50 si ripropongono alcuni dipinti, tra cui Disordine e l’autoritratto che apriva la mostra di Genova e molto presumibilmente era qui posto all’ingresso, seguito dalla serie dei “vitelli”.
Nel 1954 sposa la sua allieva Anna Maria Inglese, conosciuta tra i banchi del liceo che gli rimarrà a fianco per tutta la vita, aiutandolo e collaborando con lui nei grandiosi cicli di affreschi eseguiti per chiese ed edifici privati in Liguria e a Milano.
Le importanti committenze gli permettono di dedicarsi anche ad altre passioni, come la barca. Acquista un vecchio peschereccio siciliano di otto metri, chiamato Maria Immacolata con il quale solca i mari della Liguria di Levante e nel 1976 passa l’estate alle Grazie, in provincia della Spezia, dove la cronaca locale gli dedica un articolo definendolo il fratello di Ernest Hemingway, in short bianchi e canotta blu 1 Il Secolo XIX, mercoledì 11 agosto 1976, Cronaca della Spezia: Neonato lo scultore che vive in barca.
Mostre ed esposizioni personali e collettive:
1942 Esposizione Interprovinciale di Arti Figurative
1945 Fontanigorda, Varzi, Zavatterello, Bobbio, Santo Stefano d’Aveto Mostra itinerante d’arte partigiana
1945 Galleria d’Arte “Euro Romano”, Genova, mostra d’arte partigiana (7- 17 maggio)
1949 Prima mostra pittori e scultori liguri contemporanei in Argentina, Galleria Muller, Buenos Aires (febbraio-marzo) e poi a Rosario presso la Galleria Renom dal 18 al 30 aprile
1950 (30 aprile-10 maggio) mostra personale presso Galleria d’ Arte R. Rotta a Genova
1952 Galleria Gussoni, Milano (6-15 febbraio)
1957 Galleria Amaltea, Genova
1966 Galleria D’arte Accademia, Milano mostra personale (4-17 marzo)
1966 Galleria San Marco, Chiavari, Nicola Neonato o del disegno
1970 Galleria Amaltea, Genova (novembre)
1970 Galleria Michelangelo, presso palazzo Antinori, Firenze
1974 Cassano Spinola, presso palazzo Comunale, 14-22 settembre
1977 Lavagna, Sala Rocca. Neonato. L’Arte nella resistenza
1979 Galleria Centro d’ Arte Liguria, Genova (marzo-aprile)
1979 Sestri Levante. Municipio. Neonato. L’Arte nella Resistenza
1980 Galleria il Pergamo, Prato (8-9 novembre)
1984 espone a Chiavari a Palazzo Torriglia per i suoi 50 anni di attività (12 febbraio-11 marzo)
1986 Centro dei Liguri, Genova (20 maggio-10 luglio) mostra proposta anche a Buenos Aires nel settembre
1987 Castello di Rapallo (26 settembre – 25 ottobre)
1992 Arte Casa, Genova mostra dei Maestri Liguri fra Ottocento e Novecento
1994 Mostra antologica nel Convento delle Clarisse a Chiavari nell’ambito della rassegna Cento anni di scultura tra ‘800 e ‘900 a Chiavari dove espone al fianco del suo maestro Orlando Grosso (11 dicembre 1993- 16 gennaio 1994)
1995 Nicola Neonato. Il segno audace e tormentato, Art Club il Doge, Genova (17 ottobre-4 novembre)
1996 Arte Casa, Genova mostra dei Maestri Liguri fra Ottocento e Novecento
1996 Palazzo Ducale, Genova, Arte della Libertà (16 novembre 1995-18 febbraio 1996)